ESG: VINCOLI, NORME E OPPORTUNITA’ SULLA RESPONSABILITA’ SOCIALE DELLE IMPRESE.

L’intervento esamina il crescente rilievo della Corporate Social Responsibility (CSR) e degli
obblighi ESG per le imprese, evidenziando come la loro inosservanza possa comportare
responsabilità non solo per le aziende direttamente coinvolte ma anche per l’intera filiera
produttiva. L’intervento sottolinea come la normativa europea e nazionale, pur riferendosi
formalmente solo alle grandi imprese, vincoli di fatto anche i fornitori e subfornitori di minori
L’evoluzione normativa in ambito ESG ha portato alla progressiva trasformazione della
sostenibilità da valore etico a vero e proprio vincolo giuridico. La Direttiva 2022/2464
(Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD) e la Corporate Sustainability Due
Diligence Directive (CSDDD o CS3D) rafforzano l’obbligo di trasparenza e il dovere di diligenza
per le grandi imprese, ma incidono anche sulla loro catena del valore.
In particolare, la CS3D impone alle imprese di attuare processi di due diligence lungo tutta la
filiera per prevenire impatti negativi su ambiente e diritti umani. Sebbene l’obbligo normativo
si applichi formalmente solo alle imprese di grandi dimensioni, esso si estende di fatto a
fornitori e subfornitori, poiché le aziende capofila richiedono il rispetto degli stessi standard
per evitare sanzioni e conseguenze reputazionali. Questo meccanismo ha un effetto domino,
con ricadute anche su PMI che, per restare sul mercato, devono conformarsi agli obblighi ESG
L’inosservanza degli obblighi ESG inoltre può generare responsabilità civili, amministrative e
penali. Inoltre le aziende che dichiarano falsamente il rispetto di standard ESG rischiano di
incorrere in pratiche di “greenwashing” o “ethic washing” (si pensi al caso Balocco/Ferragni),
con conseguenze che spaziano dalla sanzione per pubblicità ingannevole alla responsabilità
penale per false comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 c.c.).
Un ulteriore aspetto di rilievo è la responsabilità per mancato controllo sulla filiera. Iniziative
giudiziarie recenti dimostrano come le imprese possano essere ritenute corresponsabili per
violazioni commesse dai loro fornitori, soprattutto in presenza di omissioni nei processi di due
diligence o certificazioni di sostenibilità prive di verifica effettiva come ad es. nei casi I casi
Alviero Martini e Giorgio Armaniin cui i noti marchi di moda sono stati coinvolti in un’inchiesta
giudiziaria per presunte irregolarità nella gestione della filiera produttiva. Le indagini hanno
portato a procedimenti penali e sequestri aziendali per violazione delle norme sul lavoro e per
l’inosservanza dei criteri ESG dichiarati nei report aziendali. Il caso evidenzia come le grandi
aziende possano essere chiamate a rispondere per condotte illecite dei loro fornitori.
In conclusione l’intervento dimostra come la normativa ESG non sia un semplice
adempimento, ma un elemento chiave nella gestione del rischio aziendale. Il coinvolgimento
della supply chain implica che anche le PMI debbano adottare strumenti di monitoraggio e
compliance per evitare esclusioni dai circuiti commerciali e potenziali conseguenze legali.